SASI: un licenziamento in tempo di crisi

Mentre il Paese sta affrontando un momento di crisi, non solo economica ma anche politica con ripercussioni negative sui cittadini, la SASI, Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato S.p.A., licenzia un lavoratore.

La gestione dell'acqua rimane un esempio emblematico di un vecchio modo di gestire la cosa pubblica e di come la politica ostacola i processi di cambiamento ormai non più rinviabili. Il quadro economico-finanziario rappresentato è ancor più grave perchè ai 300 milioni, bisogna aggiungere lo stato debitorio delle Società (ad eccezione di L'Aquila rifinanziata per il problema terremoto) e lo stato delle reti, possiamo affermare che siamo in presenza di una gestione fallimentare del servizio pubblico, interpretato dalla politica come strumento di potere e di ricerca di consenso clientelare. Ma di questa situazione debitoria non possono subirne le conseguenze i dipendenti.

La Femca CISL richiede, e ha richiesto più volte la riorganizzazione del servizio idrico integrato, superando i localismi e lasciando ai comuni solo il potere di controllo e non gestionale delle Società, ma senza ripercussioni sui livelli occupazionali perchè deve essere costituita un unica società pubblica, che faccia proprie le buone pratiche presenti, che sia radicata sul territorio, gestita con efficienza ed economicità, con l'individuazione di manager all'altezza della  gestione industriale del servizio e legato ai risultati, al fine di dimostrare, che il servizio pubblico può essere un opportunità per la collettività.

Come sindacato abbiamo denunciato che il collasso del servizio si ripercuote purtroppo sull'organizzazione del lavoro delle società e che il continuo mancato confronto con le OO.SS. è controproducente per l'efficacia del servizio e l'economicità dell'azienda.

Il caso del nostro Delegato prov.le Giovanni D'Orsogna, che per essersi opposto alle scelte aziendali e per aver denunciato alla stampa le spese superflue della SASI, è stato oggetto di un provvedimento disciplinare di licenziamento per giusta causa. Questo episodio rappresenta il caos in cui vivono le società che non rispettano le più elementari regole di relazioni sindacali. La Femca CISL impugnerà la sanzione disciplinare della SASI contestando, non solo verbalmente ma anche pubblicamente, l'accusa al dipendente di aver leso l'immagine dell'azienda e dei suoi vertici per aver, agli inizi di Settembre, redatto un comunicato stampa, in quanto delegato provinciale di un'Organizzazione Sindacale, sugli sprechi e le spese superflue della società e di aver denunciato il mancato confronto con la RSU. E' impensabile che nel 2013 il sindacato attraverso i suoi rappresentanti non possa esprimere una sua posizione rispetto alle scelte aziendali, cercando di limitare la libertà di contestazione con provvedimenti disciplinari: sospensioni cautelari da lavoro o come in questo caso procedure di licenziamento.

"Nessuno pensi di risanare la gestione fallimentare del Servizio Idrico Integrato con il licenziamento dei dipendenti. La politica, da destra a sinistra, deve far fronte a questo dissesto finanziario perchè il tempo delle riflessioni e dei ripensamenti è finito, bisogna muoversi prima che a rimetterci siano sempre gli stessi, i lavoratori".

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